Siamo noi gli artefici del nostro futuro!!! Uniti si vince!!!

Questo blog nasce dalla presa di coscienza di alcuni infermieri della loro importanza. Qui troverete molti articoli interessanti, aggiornamenti,

corsi ecm, informazioni sulla mobilità, non mancherà lo spazio per il confronto, il dialogo, l'ascolto, ci sarà la possibilità di porre quesiti di

carattere legale e professionale a cui riceverete risposte da personale competente... E infine c'è spazio per tutti, qualsiasi cosa vogliate

pubblicare sarà messa in risalto.

giovedì 22 aprile 2010

Carenza di infermieri?

Non ci sono dati precisi sulla carenza degli infermieri in Italia, ma ne mancano almeno 40mila, secondo attendibili stime dell'Ipasvi. Una carenza confermata anche dai parametri dell'Ocse, che definiscono il rapporto ottimale tra infermieri e abitanti in 7 ogni mille abitanti (la media europea è di 8,2, mentre l'Italia risulta ancora ben al di sotto di tale soglia).
Benché nel nostro Paese negli ultimi cinque anni si sia registrato un aumento del 31,4% nelle immatricolazioni ai corsi di laurea in Infermieristica, i posti messi a disposizione, per le lauree a numero chiuso risultano ancora di gran lunga inferiori alle richieste di iscrizioni.
Inoltre i circa settemila laureati infermieri all'anno non riescano a coprire il turn-over fisiologico tra chi entra nel mondo del lavoro e chi va in pensione.

Partendo da una recente emergenza di personale verificatasi alla Ausl di Imola, l’ex ministro della Salute, Livia Turco, il 13 aprile scorso, ha presentato un'interrogazione alla Camera affermando che, “ferme restanti le competenze delle Regioni, è necessario provvedere, favorendo una politica d'incremento delle assunzioni di personale infermieristico e stanziando, a livello nazionale, risorse finanziarie adeguate; o, se questo non fosse possibile, valutare di adottare tutte le iniziative normative possibili affinché anche il lavoro medico-sanitario, ed, in particolare, quello infermieristico possa essere riconosciuto come lavoro usurante”.

mercoledì 21 aprile 2010

Cassazione: infermiere saltuario? Non è esercizio abusivo della professione

Chi si improvvisa infermiere senza averne l'abilitazione non commette il reato
di esercizio abusivo della professione a patto che si tratti di un'attività saltuaria, non retribuita e svolta solo per sopperire alla carenza di personale infermieristico. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che ha annullato un doppio verdetto di condanna ed ha assolto una coordinatrice di una casa di riposo che, pur non essendo infermiera, aveva svolto attività tipicamente infermieristiche. Nella sentenza della sesta sezione penale della Corte (n. 14603/2010) i Giudici spiegano che la donna aveva tentato di praticare un prelievo ematico e in altre occasioni aveva effettuato iniezioni insuliniche o intramuscolo ai pazienti ricoverati. Il caso era finito in tribunale e la coordinatrice veniva condannata (in primo e in secondo grado) per esercizio abusivo della professione di infermiera. Ora Piazza Cavour ha ribaltato i verdetti facendo notare che le mansioni esercitate dall'imputata "ove eseguite non a titolo professionale ma per sopperire saltuariamente alla carenza del personale infermieristico, rispettando le cadenze, i tempi e le modalita' stabilite dal medico, non integrano il reato" punito dall'art. 348 C.P.. Oltretutto spiegano i supremi Giudici, la coordinatrice aveva svolto queste attivita' che "generalmente si praticano in via di automedicazione" gratuitamente e "in mancanza temporanea di personale sanitario".

sabato 3 aprile 2010

Strisciavano il cartellino per i colleghi: 80 a giudizio.

Un’ottantina dipendenti, in gran parte appunto infermieri, per i quali la procura ha chiesto il rinvio a giudizio a chiusura dell’inchiesta sui casi di presunto assenteismo all’ospedale. Inchiesta che scoppiò come una bomba nel giugno dell’anno scorso, quando il sostituto procuratore Roberta Pieri chiese e ottenne l’arresto di due portieri (Giacomo Chiuchiolo e Stefano Pellegrino), un infermiere (Vincenzo Piraino), un medico (Giandomenico Pio Davidà) e una guardia giurata (Massimo Bocchetti), messi ai domiciliari con l’accusa di aver “strisciato” il cartellino di numerosi colleghi per consentire loro di arrivare al lavoro più tardi del dovuto
PRATO. Chissà se potranno invocare il “legittimo impedimento”, cioè quel principio per cui ad esempio le massime cariche dello Stato, premier compreso, possono evitare di presentarsi ad un processo in cui sono imputati. Certo è che stavolta la situazione è davvero paradossale.

Accade a Prato, dove, se gli infermieri dell’ospedale Misericordia e Dolce vorranno assistere di persona al processo che li vede imputati per truffa aggravata ai danni di un ente pubblico (cioè l’Asl), l’ospedale potrebbe essere costretto a chiudere un paio di reparti per mancanza di personale.

Sono infatti un’ottantina dipendenti, in gran parte appunto infermieri, per i quali la procura ha chiesto il rinvio a giudizio a chiusura dell’inchiesta sui casi di presunto assenteismo all’o spedale. Inchiesta che scoppiò come una bomba nel giugno dell’anno scorso, quando il sostituto procuratore Roberta Pieri chiese e ottenne l’arresto di due portieri (Giacomo Chiuchiolo e Stefano Pellegrino), un infermiere (Vincenzo Piraino), un medico (Giandomenico Pio Davidà) e una guardia giurata (Massimo Bocchetti), messi ai domiciliari con l’accusa di aver “strisciato” il cartellino di numerosi colleghi per consentire loro di arrivare al lavoro più tardi del dovuto. Questa l’ipotesi, naturalmente, basata fondamentalmente sulle immagini riprese da un paio di micro-telecamere piazzate in punti strategici.

Dell’indagine, affidata ai carabinieri del Nas, si seppe al momento degli arresti, il 23 giugno dell’anno scorso, ma gli accertamenti erano stati compiuti in gran segreto dal 29 maggio al 23 agosto del 2008, in seguito a una lettera anonima inviata nella primavera di quell’anno al direttore generale Bruno Cravedi che segnalava presunte irregolarità nella timbratura dei cartellilni. Fu l’Azienda sanitaria a informare la magistratura e poi ci vollero molti mesi per esaminare fotogramma per fotogramma le immagini riprese dalle telecamere accanto a due degli otto apparecchi marcatempo usati dai dipendenti Asl.

Per i casi ritenuti più gravi, come detto, furono disposti gli arresti domiciliari. Per gli altri bastò un avviso di garanzia. In totale, spiegò il procuratore capo Piero Tony, sarebbero stati 102 i dipendenti sospettati di aver beneficiato di timbrature false o di aver fatto un piacere a un collega. Per molti di loro fu disposta una sospensione di due mesi, subito revocata dal giudice. Il sostituto procuratore Roberta Pieri ha tirato le fila dell’i ndagine e ha chiesto il processo per circa 80 degli originari indagati, chiedendo al tempo stesso l’archiviazione per i restanti, giudicati “peccatori veniali”.
(03 aprile 2010)

venerdì 2 aprile 2010

Cambia la legge 104

Giro di vite su chi potrà usufruire dei permessi per assistere le persone disabili gravi. Il «collegato lavoro» alla manovra finanziaria 2009 (ddl 1167-b), approvato dal Senato dopo il sì definitivo della Camera, ha modificato infatti, tra le altre cose, anche l’art. 33 della legge 104/92.

CHE COSA CAMBIA - Il provvedimento, in attesa di essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, ha stabilito che, a condizione che la persona disabile non sia ricoverata a tempo pieno, i parenti e gli affini entro il terzo grado potranno usufruire dei permessi per l’assistenza solo se gli altri familiari hanno compiuto 65 anni d’età, sono affetti da patologie invalidanti, sono deceduti o mancanti. La legge resta invariata invece per il coniuge, i genitori e i parenti entro il secondo grado. Altra modifica apportata: nella scelta della sede di lavoro si può far valere la vicinanza al domicilio della persona da assistere e non più a quello del lavoratore. E ancora: «il diritto a fruire dei tre giorni di permesso mensile retribuito non può essere riconosciuto a più di un lavoratore dipendente per l’assistenza alla stessa persona disabile, mentre per l’assistenza al figlio con handicap grave il diritto è riconosciuto a entrambi i genitori, anche adottivi, che possono fruirne alternativamente», si legge nel testo approvato. Per i genitori di bambini di età inferiore ai tre anni rimangono invariate le disposizioni precedenti. Inoltre sono scomparsi dalla normativa i requisiti di assistenza esclusiva e continuativa richiesti, in precedenza, nel caso il lavoratore non fosse convivente con la persona disabile. Tutti quelli che non rientrano in questa casistica, e che finora hanno fruito dei permessi grazie alla precedente normativa, si vedranno revocare le agevolazioni concesse.

I CONTROLLI - Secondo il nuovo testo, poi, il datore di lavoro o l’Inps possono richiedere controlli, mentre le pubbliche amministrazioni devono comunicare al dipartimento della Funzione pubblica della Presidenza del Consiglio i nominativi dei dipendenti cui sono accordati i permessi in base alla legge 104, se sono fruiti da parenti per l’assistenza di una persona disabile (e allora serve anche il suo nome) o dal lavoratore disabile stesso e il monte ore o giorni di permesso fruito da ciascun lavoratore nel corso dell’anno e per ciascun mese. Lo scopo? Istituire una banca di dati (nel rispetto della privacy) che consenta di avere il quadro della spesa sostenuta dallo Stato per questo genere di benefici.

PENSIONAMENTO ANTICIPATO - Tra le altre novità introdotte dal «collegato lavoro» 2010 ci sono, infine, le deleghe al governo per la ridefinizione del pensionamento anticipato per chi svolge lavori usuranti, la realizzazione del «polo salute e sicurezza» in sinergia con l'Inail, la riforma degli ammortizzatori sociali, la certificazione per via telematica delle assenze dal lavoro per malattia (viene abbandonato il certificato su carta per fare posto a quello on line che il medico dovrà inviare all'Inps), la facoltatività del tentativo di conciliazione nelle controversie individuali di lavoro e in particolare dell'arbitrato (che diventa così volontario) e la possibilità di assolvere agli obblighi scolastici con il contratto di apprendistato. (Fonte Agenzia Redattore Sociale)

giovedì 25 febbraio 2010

Suicidio assistito o omicidio???

Due infermieri su tre sono favorevoli alla legalizzazione del suicidio assistito, secondo una ricerca dell'associazione Indipendent Nurse. Degli infermieri intervistati, il 64% pensa che la pratica debba essere regolamentata per legge. Inoltre, il 67% sostiene che gli operatori sanitari debbano poter aiutare un paziente affetto da dolore cronico a togliersi la vita se ne fa richiesta. Molti degli infermieri intervistati sostengono che siano necessarie delle linee guida chiare per gli operatori della sanita' prima di permettere l'assistenza al suicidio. "Sono necessari controlli stringenti per assicurarsi che il paziente sia capace di intendere e di volere, e che la decisione di togliersi la vita sia sua e solo sua", ha spiegato un infermiere. Un altro degli intervistati ha commentato: "Le leggi sulla questione dovrebbero essere estremamente chiare per evitare possibili abusi". Nonostante la maggioranza sia favorevole ad una modifica della legge, solo il 46% degli infermieri sarebbe disponibile ad aiutare un paziente a togliersi la vita ove la pratica divenisse legale. Un intervistato ha affermato: "Sono pienamente cosciente che vi sono pazienti la cui qualita' della vita e' minima e che vogliono morire. Credo che debbano poter scegliere. Ma personalmente non riuscirei ad assisterli". E un altro: "Se sono d'accordo in via di principio, non sarei a mio agio oggi come oggi nell'assistere un paziente terminale a togliersi la vita". Il direttore dell'associazione infermieristica che ha lanciato l'indagine ha spiegato che l'obiettivo e' quello di "provocare argomentazioni approfondite e appassionate da entrambi gli schieramenti del dibattito".

martedì 16 febbraio 2010

O.S.S. al posto di infermieri???

Come sappiamo la figura dell'oss sta sempre piu' prendendo piede negli ospedali e nelle cliniche.
Questa figura come da normativa e' nata per essere di supporto al personale infermieristico. Ma questa funzionalita' di supporto sin da subito non si e' verificata,tranne in rari casi. E ci troviamo sempre piu' a trovare reparti in cui l'oss sostituisce l'infermiere.E questo e' sbagliato!!!!!!!

Per esempio ci sono reparti in cui prima c'erano due infermieri,mentre ora troviamo un infermiere od un oss.Mentre il supporto dovrebbe essere due infermieri piu' un oss.Si potrebbero fare mile esempi,ma la sostanza non cambia.

Credo che nessuno di noi abbia dei pregiudizi contro questa figura, si puo' essere d'accordo o no.Ma siamo tutti d'accordo che deve essere di supporto.E visto che ormai ci sono, dobbiamo lottare perche' siano veramente di supporto e non per sostituirci.

Il sostituirci a creato molti problemi,fra i quali l'abuso di professione.Infatti molti infermieri essendosi ritrovati sotto organico,hanno demandato funzioni prettamente infermieristiche all'oss.Oppure quanti di voi hanno fatto fare all'oss cose senza la nostra supervisione? Lo sapete che se l'oss sbaglia cio' che gli demandiamo abbiamo anche noi la nostra parte di colpa?

Quindi ricapitoliamo. Depotenziamento degli infermieri,costretti a demandare cose non prettamente infermieristiche e quindi abuso di professione.Responsabilita' maggiore in quanto paghiamo in prima persone di errori fatti da queste figure.Nessun aumento di stipendio per questo aumento di responsabilita'.

Cosa fare per ripristinare la legalita' oppure evitare in futuro di trovarci in queste situazioni?

Per prima cosa direi di avvisare l'ipasvi,infatti se l'organico prevede due infermieri,per esempio,ed un infermiere me lo sostituisci con l'oss sono costretto a far fare cose infermieristiche all'oss.

martedì 2 febbraio 2010

Post di un infermiere con... gli attributi!!!

Vorrei cortesementi farvi pubblicare e diffondere questo messaggio.
Grazie
Proprio oggi ho visto un video pubblicato da un nostro collega, serio professionista, autore anche di un bellissimo e scientificamente valido sito internet sulle lesioni da pressione, molto deluso e demoralizzato dal silenzio esistente riguardo la nostra professione da parte delle Istituzioni, dei collegi, dei sindacati, ma soprattutto da parte dei protagonisti principali: NOI INFERMIERI.
E già! Da 3 anni ad oggi anche se nel mio piccolo, ho cercato di far sentire la mia voce (assumendomi le responsabilità e le conseguenze) in merito ad un continuo decrescere interessamento da parte di un pò di tutti, sui problemi riguardanti la nostra professione. E' triste dirlo, ma dopo soli 3 anni di professione, condivido pienamente, ciò che il nostro collega Paolo ha espresso nel video che vi allego e vi prego di diffondere, per evitare che un bel gesto, possa terminare nel dimenticatoio.
Mi arrabbio, lotto e mi viene la gastrite tutti i giorni, ma non penso mai a cose del tipo:
"Chi me lo fa fare", Tanto non cambierà mai niente" "tanto è così".....
Forse non abbiamo capito che la Rivoluzione parte dal singolo individuo!
Scusate 1 attimo, ma vogliamo svegliarci o no! Sono stufo di sentirmi dire che oggi con la crisi che c'è (ormai è un'attenuante politica) siamo già fortunati ad avere un lavoro (detto dai sindacati)! Io ho studiato 3 anni di corso di Laurea, sacrifici, spese ho lasciato la mia terra e dovrei ritenermi fortunato? Io ciò che svolgo oggi l'ho ottenuto con sacrificio e basta!
Purtroppo abbiamo molti punti a nostro sfavore, come la scarsa presenza politica di infermieri, il non essere mai uniti tra di noi, ma l'essere pronti subito ad accusare un collega ed altro ancora....Questi punti a nostro sfavore però, possono essere surclassati con l'Unione di tutti...In Finlandia avevano minacciato di licenziarsi in 12000 infermieri per un problema contrattuale, in Polonia ed altre Nazioni hanno bloccato interi Ospedali, e nessuno ha subito conseguenze penali!
Dobbiamo finirla di avere paura e soprattutto metterci in testa che se le carenze umane e strutturali non permettono lo svolgimento di tutte le prestazioni infermieristiche in tempi adeguati (e non a cottimo) bisogna effettuare solo ciò che è realmente prioritario ed indispensabile, segnalando sulla documentazione ciò che non è stato possibile effettuare con la motivazione oltre ai disagi manifestanti dai pazienti stessi che devono restare al centro di tutto!!! Basta farsi intimorire, anche perché a volte si rischia di effettuare procedure e prestazioni in tempi inadeguati che aumentano pericolosamente il rischio clinico e gli errori correlati!
Le Aziende ci fanno leggere e firmare protocolli, procedure e linee guida, ma poi non danno la possibilità a noi di poterle mettere sempre in atto adeguatamente, demandando così a noi ogni responsabilità! Cominciamo anche noi a demandare la responsabilità alle aziende ed Istituzioni,su loro lacune scrivendo lettere firmate da tutti, anche nel proprio piccolo!!!
Credo che ognuno di noi veda ogni giorno oltre ad una non giusta retribuzione correlata alle responsabilità ed alla professionalità, problemi correlati a turni massacranti, ordini di servizio, e altro ancora!
Allora usciamo da questo silenzio e intraprendiamo assieme un cammino che migliori la qualità sotto tutti gli aspetti, per poter offrire un servizio migliore!
Spero che questa mia lettera non finisca nel dimenticatoio, ma possa essere un inizio! Da solo non sono nessuno e non posso cambiare il mondo , ma forse assieme potremmo provare a dare una svolta!
Vi ringrazio per il tempo dedicatomi e spero possiate diffondere questo messaggio!
Grazie!
Giuseppe Summa

Grazie al gruppo "meglio un infermiere oggi che un medico domani" che ha diffuso questo splendido post.